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Workshop_39/Al di là della botanica e la terra promessa
condotto da Fernando Garcìa-Dory

26 e 27 settembre

Affrontando durante il workshop temi come la coltivazione dei territori quale espressione affettiva del lavoro e quale spazio di incontro intraspecie, l’agricoltura sostenibile con una visione politica di Agroecologia (guardando da vicino la vita e l'opera del Prof. George Chan), sono state analizzate le possibili alternative ai sistemi post-coloniali. Grazie quindi alla visita all’Orto Botanico di Torino, con l’osservazione delle diverse specie di piante presenti, è stata approfondita la portata di quelle relazioni storiche legate alla dominazione dei territori, favorendo un esercizio di anti-botanica portato poi avanti dal gruppo in laboratorio. Attraverso il disegno delle piante dal vero si è cercato di comprendere l'assimilazione metabolica delle specie commestibili attraverso diverse tecniche di cottura.

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Workshop_38/Lexique du Jardinier_istruzioni per l'uso
condotto da Emmanuel Louisgrand

27 agosto
Expo Gate, Milano

Nell'ambito del programma Z.E.A. Zone di Esplorazione Artistica, il PAV ha proposto una giornata di informazione, dialogo, mostra, performance e laboratorio.
Louisgrand normalmente sviluppa la creazione di opere vegetali perenni, una sorta di laboratorio a cielo aperto. Proprio in questo spazio, anch'esso parte di una lenta metamorfosi del luogo in divenire e in occasione degli eventi proposti nell'ambito del'EXPO di Milano, l'artista ha guidato i visitatori, attraverso un laboratorio continuo, nella creazione di un giardino/puzzle composto da moduli creati sul momento dai partecipanti. Le sagome, riportanti parole, disegni e colori, sono state posizionate come elementi di una pavimentazione, dando vita a un grande lavoro collettivo urbano.

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Workshop_37/Space Invaders
condotto da Daniel Halter

16, 17 giugno

Il workshop proposto dall'artista sudafricano Dan Halter si lega direttamente alla sua esperienza a Torino, dove l'artista ha svolto una residenza all'interno del progetto europeo Nine Urban Biotopes. Negoziare il futuro della vita in città. Questa piattaforma, che prevede il dialogo artistico tra diverse città europee e sudafricane, è stata occasione per approfondire i temi di sostenibilità urbana e migrazione. Halter, che si autodefinisce fabricator, ha proposto un’azione collettiva di urban gardening invitando i partecipanti a lavorare insieme alla costruzione di un'installazione ambientale realizzata attraverso il medium vegetale.

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Workshop_36/I vasi comunicanti
condotto da Géraldine Py e Roberto Verde

14, 15 marzo

Attraverso il progetto di costruzione collettiva è stata realizzata una rete di vasi comunicanti - ottenuti con materiali di riciclo - con l'intento teorico di dare spunto a conversazioni intorno all’economia di scambio, distribuzione di beni e capitali, metodi di sviluppo alternativi al mercato globale. I vasi comunicanti (due o più contenitori uniti da un canale di connessione) costituiscono un modello fisico, biologico, economico e sono la dimostrazione del principio olistico: “Il tutto è maggiore della somma delle sue parti”. Nei vasi comunicanti, la forma è globale poiché il livello dell’acqua dipende dalla pressione atmosferica ma non dalla forma o dalla dimensione del singolo recipiente.

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Workshop_35/Acqua che scorre non porta veleno
condotto da Joe Quercia

15 febbraio

Acqua come bene naturale e diritto di tutti. Da questo principio, da proverbi e modi di dire popolari che vedono protagonista l'acqua, sono stati trattati i temi del consumo, dello spreco e dell'utilizzo della stessa. Attraverso metodi legati allo psicodramma, al role-playing e all’arte relazionale sono stati analizzati i significati che l’acqua riveste per l’uomo nella quotidianità e nelle dimensioni sociali.

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Workshop_34/Inframondo
condotto da Laura Viale

13 e 14 luglio

Il progetto INFRAMONDO, ideato dall'artista nel 2012 per alcune grotte laviche dell’Etna, viene proposto al PAV sotto forma di workshop. Dopo la prima giornata, introdotta da contenuti teorici e dalla sperimentazione di strumenti e materiali, la domenica si è dedicata all’uscita sul campo, tra boschi di castagni e faggi nella frazione di Mezzenile dove, a una quota di 825 metri, si trova un complesso sito ipogeo sede di un’esplorazione collettiva. La visita alla grotta di Pugnetto è stata condotta dagli speleologi del CAI Lanzo; al termine si è svolto l’esercizio artistico di disegni parietali realizzati con la tecnica del frottage, svolti direttamente nell’ambiente naturale.

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Workshop_33/Back & Forward_Colonizzazione 02
Azione collettiva di vita e lavoro in uno spazio di resistenza
condotto da Andrea Caretto e Raffaella Spagna

31 maggio, 1, 2 giugno

L’“attività collettiva di riflessione” proposta dal workshop si è svolta in una modalità esperienziale coinvolgente; le azioni individuali e collettive proposte dagli artisti - sono state scandite dalle normali attività che connotano l’esperienza di abitare uno spazio: mangiare, bere, dormire, lavarsi, ecc.
L’auto-costruzione di rifugi temporanei, realizzati assemblando materiali già predisposti e disponibili in loco, ha permesso ai partecipanti di risiedere all’aperto durante i due giorni di lavoro. Calandosi nella fisicità del luogo, il gruppo ha avuto modo di condurre “esplorazioni sperimentali” e contribuire con apporti personali alla formazione di un corpus di informazioni e oggetti da lasciare in eredità al PAV.

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Workshop_32/Segni d'incontro
condotto da Agostino Ferrari e Nja Madhaoui

7 aprile

Segni d’incontro, performance realizzata “a quattro mani” da Agostino Ferrari e dall'artista e calligrafo tunisino Nja Mahdaoui, è stata realizzata a febbraio del 2012 presso il Centre National d’Art Vivant di Tunisi, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. In occasione di quell'evento, e a poco più di un anno di distanza dall’avvio delle “primavere arabe”, la performance ha visto per la prima volta i due artisti incontrarsi e dare vita a un’opera ibrida, frutto di una pratica artistica dalle diverse radici, che ha riunito l’espressività delle due culture in una sintesi di tipo universale. Parallelamente alla performance, e in collaborazione con l’Associazione Dal Segno alla Scrittura, si è tenuta in centro a Torino un'azione artistica partecipativa attraverso cui il pubblico ha potuto trovare il proprio spazio d’espressione all'interno di una dimensione corale e di laboratorio.

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Workshop_31/PAV(id)illion. Installazione/rifugio per artisti in residenza
condotto da Gianluca Cosmacini

1,2 e 8, 9 marzo

Il workshop, articolato in due appuntamenti di studio e progettazione, prevede la realizzazione di una cellula abitativa realizzabile attraverso la tecnologia costruttiva del legno e destinata a ospitare artisti in residenza. Dopo le due sessioni di lavoro nei due fine settimana di marzo è prevista un’ulteriore fase di natura esecutiva da svolgersi nel periodo estivo con la selezione di un progetto tra quelli proposti dai partecipanti. L’obiettivo è lo sviluppo dell'elaborato nei suoi particolari costruttivi e la realizzazione dello stesso all’interno dei 23.000 mq di parco del PAV.

Gli elaborati dei partecipanti sono presenti sul blog omonimo:
pavidillion.blogspot.it

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Workshop_30/Il fascino immobilizzante del potere e lo sguardo indiretto
condotto da Piero Gilardi e Cesare Pietroiusti

8, 9 febbraio

Perseo riuscì a vincere la Medusa avvicinandosi a lei camminando all’indietro e osservandone lo sguardo letale in maniera indiretta attraverso il suo scudo specchiante. Questa è la strategia allegorica, il modulo simbolico radicato nel nostro inconscio collettivo, su cui si è discusso per definire strumenti e metodi performativi ed estetici utili ad affrontare il fascino immobilizzante delle seduzioni dello spettacolo, come quelle del neoliberismo che gli odierni movimenti politici “molecolari” cercano di contrastare. L’ ”unità minima di piacere” del respiro, identificata tra le azioni di dono possibili, è stata il medium scelto per performance collettive svolte dentro e fuori il PAV.

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Workshop_29/La fabbrica dei colori
condotto da Christophe Spoto

12 gennaio

Sulla base di conoscenza delle tecniche tradizionali di realizzazione dei colori, mestiere perduto nel tempo e frutto di studio dei principi chimici e fisici applicati alle pratiche grafico-pittoriche, l'artista ha condotto il pubblico nella realizzazione di acquerelli ottenuti con i principali colori in uso nella pittura rinascimentale e ottenuti con preziosi pigmenti naturali. Oltre a queste preparazioni sono stati creati colori inediti ottenuti direttamente dalla raffinazione di diverse terre provenienti dal territorio del PAV. Nel segno della scienza degli elementi naturali trasformati in raffinati prodotti culturali, gli ingredienti della giornata di lavoro  sono stati dosati con misurini graduati, lavorati con pestelli in ceramica, mescolati a gomma arabica e stesi su carta cotone delle cartiere toscane.


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Workshop_28/Brutti ma buoni
condotto da Seçil Yaylali

12 e 13 ottobre

Nel parco del PAV sono presenti diversi esemplari di pipistrelli e, con la collaborazione dei cittadini, sono stati prodotti in maniera collettiva rifugi accoglienti per offrire loro un habitat favorevole.
Anche se i Chirotteri, l'ordine cui appartengono i pipistrelli, sono tra tutte le specie di mammiferi classificate i più numerosi (sono un terzo delle specie dei mammiferi terrestri italiani), alcune delle loro colonie sono in serio pericolo, a causa delle sfavorevoli condizioni ambientali generate dall’attività umana e dei pregiudizi che le persone nutrono nei loro confronti. E questo nonostante siano di particolare interesse scientifico per il raffinato sistema di ecolocalizzazione e quali alleati nella lotta bio-integrata contro le zanzare.

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Workshop_27/Metodo New Alliance
a cura delle Attività Educative e Formative

23 settembre

Azione finale del percorso New Alliance che ha interessato la coltivazione di piante riconosciute dalla legislazione – europea, nazionale e locale – quali “specie a protezione assoluta”. L’esito del processo, attivato dal CAE, mette a disposizione dei partecipanti al workshop circa 100 piante di Catananche caerulea, pronte per essere collocate nei siti d’accoglienza. Per proteggerci reciprocamente. Le piante sono state posizionate in alcuni siti della città che vale la pena presidiare per il loro valore sociale e culturale: Parco Arte Vivente, via Giordano Bruno31; Diogene Bivaccourbano, Rotonda C.so Regio Parco angolo C.so Verona; Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale “Basaglia” dell’ASL TO 2, via Leoncavallo 2; URBE, via Paganini 0/200.

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Workshop_26/Noi come animali
PIERO GILARDI

2 Giugno

L’artista ha condotto i partecipanti in una giornata di riflessione e azione a partire dalla storia della nostra relazione con gli animali. Le novità introdotte dalle nuove conoscenze scientifiche e dalle biotecnologie prefigurano oggi la possibilità di un’evoluzione in senso zoomorfologico fino a contemplare quella fusione cognitiva tra individuo e specie animali che ha già trovato forma nel lavoro di artisti come Etienne de France, in mostra al PAV con Tales of a Sea Cow.
Dopo la discussione, i partecipanti al workshop hanno progettato e realizzato maschere in gommapiuma, per un’azione collettiva di drammatizzazione allestita in un teatro d’ombra.

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Workshop_25/Methodology of Squandering
NORMA JEANE

13, 14 Aprile

Nel corso dei due giorni del workshop, l'artista Norma Jeane, in collaborazione con lo chef Luca Fogato, ha introdotto una riflessione sul concetto di accumulo e dissipazione dell’energia nelle sue declinazioni biologiche, sociologiche e antropologiche per evidenziarne la continuità con alcune pratiche dell’arte contemporanea legate all’idea di sperpero. Dalla dispersione delle risorse come atto rituale e simbolico con una forte connotazione di redistribuzione delle ricchezza, al modello consumistico di esubero, eccesso e rifiuto, sono emerse esperienze diverse del desiderio di relazionarci con ciò che è altro da noi e l’istinto a incorporare quanto vogliamo far nostro. All’aspetto teorico hanno dato espressione e forma personale i partecipanti, invitati a progettare e realizzare performance attraverso il medium del cibo.

Immagini e video visibili sulla pagina
facebook/Methodology of Squandering
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Workshop_24/Art The Sound of Science
SMART COLLECTIVE

25 Febbraio

La sonificazione è la traduzione in suono delle informazioni. La musica permette di rappresentare dati complessi in modo molto più efficace di migliaia di numeri inseriti in un foglio di calcolo. Attraverso l’udito è possibile percepire similitudini, differenze e stonature creando una visione d’insieme capace di stuzzicare l’immaginazione, fino a elaborare nuove analisi ed interpretazioni dove la serendipità e l’ingenuità riacquisiscano il proprio ruolo nella scienza. Sotto la conduzione di Riccardo Castagna, Valentina Margaria e Stefano Cagliero, è stato sviluppato un progetto di sonificazione, dalla acquisizione dei dati alla elaborazione del metodo di traduzione in musica; oggetto dell'osservazione sono state le piante portate da ognuno dei partecipanti.

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Workshop_23/CAE/Critical Art Ensemble
NEW ALLIANCE

3, 4, 5, 6 Novembre

Alleanza: associazione o patto tra pari ai fini di mutuo sostegno e in vista di un obiettivo comune. Piante e uomini sono alleati? Per il momento, no. Ma, potrebbero? Sarebbe opportuno o necessario? Perché e soprattutto come?
Da queste domande è nato il workshop con Steve Kurtz, Steve Barnes e Lucia Sommer, ovvero il CAE / Critical Art Ensemble, il provocatorio collettivo statunitense che al tabù della specializzazione oppone l’affermazione di un piano di discussione pubblico e partecipato sui temi della scienza, della tecnologia e della politica. In questa occasione, il team artistico, al suo primo workshop in Italia, ha gestito il gruppo di lavoro al PAV e all'interno della fiera ARTISSIMA 18, a partire dall’elaborazione critica sviluppata, nel corso degli ultimi anni, sull’immaginario associato alle idee di natura e artificio, messo sempre più spesso in discussione dalla biotecnologia.

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Workshop_22/Eduardo Kac
LIVING WORKS

10 giugno

Eduardo Kac durante il primo giorno di apertura della sua mostra personale ha condotto Living works, laboratorio di conoscenza vissuto attraverso la dimensione conviviale e la conversazione informale.
Negli anni ‘80 è conosciuto come pioniere della Holopoetry e della Telepresence Art e negli anni ’90 crea le nuove categorie di Biotelematica (arte in cui il processo biologico è intrinsecamente connesso alle reti digitali) e Arte Transgenica (nuova forma d’arte basata sull’uso delle tecniche di ingegneria genetica al fine di creare organismi viventi unici).
Eduardo Kac è anche noto per aver creato opere nelle quali le azioni condotte dai partecipanti via internet hanno una diretta manifestazione fisica nello spazio remoto, luogo di esposizione delle opere.

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Workshop_21/Piero Gilardi
NOI CHE PRENDIAMO IL SOLE AL PAV

27 maggio

Nell’ambito dell’annuale iniziativa Giorno per Giorno dedicata quest’anno alla figura di Alighiero Boetti, il PAV ha proposto un workshop, condotto da Piero Gilardi, il cui spunto è stato Io che prendo il sole a Torino, lavoro allestito dall'artista nel gennaio 1969, dove la sagoma dell’artista - sdraiato a bearsi di un imprevisto sole invernale - si materializza mediante manufatti estemporanei di cemento a presa rapida. L’idea è stata ripresa dai partecipanti a partire da materiali del repertorio naturale come argilla, semi, fieno, fibre e sostanze vegetali, al fine di disvelare la vitalità psichica e fisica del corpo, che si pone in posizione ricettiva rispetto all’ambiente e ai fenomeni naturali, aprendosi con fiducia al contatto, all’incontro e allo scambio dinamico con l’insieme del vivente.

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Workshop _20/Evgen Bavcar
Il mio specchio: percezione non normativa

29, 30 aprile

Il lavoro fotografico di Bavcar è stato il centro di una serie di iniziative pubbliche articolate su un programma di appuntamenti rivolti a diversi pubblici. A cominciare dall’atteso Workshop_20/Il mio specchio: percezione non normativa dove, attraverso le modalità operative dell’artista - cieco dall’età di dodici anni - il gruppo di lavoro (vedenti e non) ha potuto riflettere sulla percezione di sé e del mondo attraverso la pratica del ritratto e dell’autoritratto in una relazione dinamica con l’Altro. Il workshop, articolato in attività pratiche - shot fotografici in laboratorio e tra la folla dell’8 Gallery - e momenti di riflessione corale e condivisione dell’esperienza, ha potuto svelare quei meccanismi di creazione delle immagini che, intrecciando mondo immaginario e narrazione, vanno oltre la priorità della visione oculocentrista.

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Workshop _19/Marta De Menezes
Coltivare cultura

5 febbraio

Marta de Menezes ha condotto al PAV Coltivare Cultura, workshop alla scoperta del territorio della materia organica, per molti nuovo e a tratti perturbante, che costituisce e fonda il corpo. L’artista portoghese che esplora l'interazione fra arte e biologia, e che attua la sua pratica artistica in stretta collaborazione con laboratori di ricerca, propone la materia vivente dei funghi e batteri come medium estetico della trasformazione attraverso il colore.
In collaborazione con la Fondazione per le biotecnologie di Torino

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Workshop_18/Enrica Borghi
Recycling project

11 dicembre

Esplorare un mare d’erba su scialuppe di riciclaggio

Si è svolta sotto la guida dell’artista la costruzione di un percorso inedito attraverso il parco affidando i passi del pubblico a pedane calpestabili nate dal riuso di materiali di scarto.
Bottiglie di plastica, buste della spesa, contenitori in tetrapack e tutti quegli imballaggi onnipresenti all’acquisto e subito cestinati sono rinati a nuova vita, reinventati poeticamente attraverso un cambio di prospettiva e pensiero.

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Workshop_17/Andreas Gedin
Taking Over

23 ottobre

Taking over
è un’azione di scrittura collettiva svolta attraverso il medium vegetale: seimila bulbi di muscari armeniacum bianco.
Sulla collina, rasata per l’occasione in modo da offrirsi come un foglio bianco su cui scrivere, si è scavato nel terreno, ritagliando, come in una scultura rovesciata,  la forma della “T”, della “A” e così via, fino a completare il breve statement di dieci lettere in grandi dimensioni: taking over. Dall’inglese “prendere in carico”, “prendere possesso”, “subentrare”, “mutare”: il significato di questo messaggio enigmatico e aperto, compilato in inglese, sarà svelato, col tempo, dal lavorio segreto della terra e della natura in trasformazione. Andreas Gedin, artista presentato da Lorenzo Taiuti, tornerà al PAV nella stagione nuovamente mite del 2011 per celebrare con una festa la fioritura dei bulbi bianchi e l’emersione dell’installazione ambientale.

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Workshop_16/Brandon Ballengée
PAV Eco-Action

3 luglio

Attività di ricognizione sul campo (field trip) con l’artista americano Brandon Ballengée che ha condotto il gruppo nelle campagne periferiche della città di Torino alla ricerca di anfibi e insetti.
Il progetto ecologico tra arte e biologia è volto all’osservazione, al campionamento e alla documentazione delle malformazioni che spesso interessano - nei vari stadi del loro sviluppo - le rane e altre specie anfibie. Tali azioni, denominate Eco-Action, mirano a coinvolgere il pubblico in una discussione sulle urgenze ambientali e si traducono negli esiti finali in fotografie, video e campioni biologici raccolti. Ballengée, a partire dal 2006, propone queste ricognizioni a gruppi di giovani artisti e studenti di svariate parti del mondo: dagli Stati Uniti al Canada all’Inghilterra, e ora in Italia.

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Workshop_15/Laura Cantarella, Gianluca Cosmacini
Planetary Alternative Vision

12, 26 giugno

Si è proposta ai partecipanti una indagine visiva che ha preso forma attraverso la tecnica del collage, metodo di rappresentazione per definizione ibrido e democratico, strumento di visione, in grado di mettere in relazione mondi diversi. A partire da immagini fotografiche satellitari zenitali e mappe storiche dell’area i partecipanti hanno rappresentato liberamente la propria visione di giardino in relazione allo spazio specifico del PAV, attraverso un viaggio (virtuale) nello spazio e nel tempo a diverse scale.

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Workshop_14/Gilles Clément
Friches di resistenza urbana

28, 29 maggio

In occasione del workshop Friches di Resistenza Urbana, preceduto da una tavola rotonda introduttiva presso l’Accademia Albertina, Gilles Clément ha voluto iniziare con un’esplorazione del l'ex stadio Filadelfia di Torino. A distanza di dodici anni dalla demolizione dello stadio, oggi sono presenti i ruderi di un frammento di spalti e le rampe delle gradinate. Sul fondo, verso via Tunisi, è cresciuto un bosco di molteplici specie arboree, anche da frutto, in mezzo al quale vive, in ripari ordinati simili a villaggi in miniatura, una colonia di gatti.
Gli intensi giorni di lavoro condotti dal “giardiniere” Clément sono stati giorni di conoscenza, di esplorazione, dialogo, analisi e ipotesi progettuali basate sulla porzione di territorio residuale del Filadelfia, ancora luogo pubblico perché salvaguardato, reso attivo e difeso dai cittadini.

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Workshop_13/Emmanuel Louisgrand
Disegnare il giardino

26, 27 marzo

Nell’ampia superficie del parco in continua evoluzione, il progetto espositivo Village Green – progress vede svettare la Folie du PAV di Emmanuel Louisgrand, struttura a torre e osservatorio sul paesaggio circostante. Proprio a partire dalle passerelle di legno che circoscrivono la Folie si è lavorato sul particolare punto di vista che trasforma l’esperienza del viaggiatore in quella di autore, raccoglitore di segni e memorie di viaggio.

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Workshop_12/Piero Gilardi
Progettare con il vivente

26, 27 febbraio

Ogni essere vivente nasce, vive, si riproduce e muore attraverso l’interazione tra il proprio codice genetico d’origine e tutti i complessi eventi ambientali dai quali è  circondato.
Nel progettare con il vivente occorre quindi tener presente questo legame di interdipendenza che agisce nella vita di tutti gli organismi, cogliendone gli aspetti sistemici e le interrelazioni.

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Workshop_11/Ennio Bertrand
La scatola di Giotto

28 novembre

L'artista ha condotto i partecipanti in un lavoro bioattivo per la produzione della luce attraverso l'impiego di liquidi naturali estratti dai frutti. Vera luce elettrica, ma senza pile o collegamenti a una presa, la cui produzione avviene grazie a una reazione elettrochimica tra liquidi naturali e metalli che generano una debolissima corrente elettrica. Questa viene immagazzinata in un apposito circuito elettronico sino alla sua saturazione quando si produce un lampo luminoso all’interno del LED. Il ciclo, così avviato, può continuare, di bagliore in bagliore, dando vita a un incubatoio per far germinare fiori di energia elettrica. Fiori digitali che trasformano l'energia del sole, accumulata nel frutto durante la sua maturazione, in nuova luce.

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Workshop_10/Lara Almarcegui
SCAVO, esplorazione di un sito: macerie, rovine industriali, terra e pietre

23, 24 ottobre

Attività collettiva di ricerca all’interno di SCAVO, opera site specific dell’artista spagnola Lara Almarcegui. Il laboratorio, con la conduzione dell’autrice e con il supporto scientifico del geologo Massimiliano Pautasso che ha seguito le operazioni di escavazione dei circa 20 metri cubi estratti, ha permesso di lavorare sullo studio dei ritrovamenti, delle mappe e dei documenti storici riguardanti l’area ex industriale, ora sede del PAV. Attraverso la raccolta dei reperti e l’osservazione del terreno è stato possibile capire ciò che accade nel sottosuolo, vederne la storia.

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Workshop_09/Filippo Leonardi
Idee pericolose

24, 25, 26 settembre

Assegnare una funzione paradossale ad oggetti naturali o artificiali, purché sconosciuti, trovati in un luogo altrettanto sconosciuto. Relazionarsi, attraverso una certa casualità, con lo spazio, con il contesto: con la storia del luogo, la sua struttura, la sua luce, i suoi odori, la gente che lo attraversa, le sensazioni che questo suscita. Tutte idee pericolose.

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Workshop_08/Michel Blazy
Natale in agosto/Please feed the animals

1 agosto

Attraverso il laboratorio con il pubblico, l’azione collettiva intorno all’installazione Noël en Août giunta alla fase di trasformazione dei pomodori coltivati, è stata completata con la preparazione e il consumo comunitario dei frutti raccolti.
Al termine dell’attività Michel Blazy ha condotto i partecipanti nella performance “Please feed the animals”. Diversi tipi di frutta sono diventati ingredienti per profumate costruzioni con le quali hanno interagito e di cui si sono cibati gli insetti e gli animali del parco.

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Workshop_07/Sophie Usunier
Imbalsamatori del corpo sociale

13, 14 giugno

“…con Les Empaillés riprendo il senso letterale di impagliare: “imbottire”. Impagliare coincide semplicemente con una modalità di conservazione e, in questo caso, impagliare utilizzando dei vestiti significa procedere esattamente come un tempo si faceva con la pelle degli animali”. Così Sophie Usunier descrive l’installazione che, attraverso il workshop, ha realizzato presso lo spazio laboratorio del PAV. A ciascun partecipante, attore con l’artista della realizzazione dell’installazione, è stato chiesto di portare con sé un capo dismesso di abbigliamento, testimone di presenza e storia intima. Gli abiti dei partecipanti, insieme a quelli dei cittadini, provenienti dalla campagna di raccolta differenziata dell’AMIAT, hanno costituito la “pelle” delle sculture visibili e abitabili da tutto il pubblico durante l’esposizione della mostra GREENHOUSE (Summer).

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Workshop_06/Michel Blazy
Le jour de Yule

27 marzo

Nell’ambito del work in progress di “Noël en août”, il lavoro di Michel Blazy che prevedeva la messa a dimora nel PAV di cento alberi di Natale al termine del loro ciclo vitale - futuro supporto per la crescita di piantine di fagioli bianchi, l’artista francese ha condotto il laboratorio Le jour de Yule. Il titolo del workshop riporta al primo millennio avanti Cristo dove, nel periodo corrispondente al solstizio d’inverno - festeggiato già dagli antichi Romani coi Saturnalia, e che segna tuttora l’avvicinarsi della bella stagione, le popolazioni del centro Europa celebravano la festa di Yule. I popoli arcaici, infatti, erano soliti riunirsi intorno ad un albero che, reduce dall’inverno, si presentava arido e spoglio e veniva adornato di oggetti spesso colorati in segno propiziatorio auspicando la primavera.
Durante la giornata di laboratorio e di attività all’aperto, Michel Blazy ha proposto quindi, attraverso una breve introduzione, una rivisitazione della festa di Yule, momento seguito dalla semina delle piante di pomodori ai piedi degli abeti. Nel pomeriggio, condotto da Piero Gilardi, si è svolto un momento di incontro e di presentazione del lavoro dell’artista con la proiezione di un video inedito.

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Workshop_05/Andrea Caretto/Raffaella Spagna
Ground_level

19, 20, 21 marzo

GROUND_level è il titolo del workshop condotto da Andrea Caretto e Raffaella Spagna, artisti coinvolti in VILLAGE GREEN, il progetto del PAV ideato da Nicolas Bourriaud nell’ambito dell’Art Program 2009 diretto da Piero Gilardi.
Nelle giornate di workshop gli artisti hanno guidato i partecipanti in un percorso teorico-pratico sul tema della “trasformazione della materia” a partire da una riflessione sull’elemento Suolo, ambiente di relazioni per eccellenza, interfaccia tra litosfera, biosfera, idrosfera e atmosfera, luogo di innumerevoli scambi di materia ed energia.

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Workshop_04/Dario Neira
From genesis to revelation

26, 27, 28 febbraio

From genesis to revelation è il titolo del workshop condotto da Dario Neira, l’autore di due installazioni, di cui una site specific, presenti nella mostra GREENHOUSE (Winter) presso il PAV,  la collettiva che ha visto anche la partecipazione di Giuliana Cunéaz e Filippo Leonardi.
Nelle giornate di workshop l’artista ha approfondito le tematiche legate al vivente nei suoi attuali binomi corpo/strumento, ritratto/identità, codice/messaggio. Il corpo umano, e in particolare la sua pelle, sono stati esplorati in relazione al mezzo tecnologico, qui utilizzato come strumento di analisi scientifica, ma anche di conoscenza percettiva ed emotiva.

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Workshop_03/Michel Blazy
Self-bar

5, 6, 7 giugno

Self Bar è stato uno spazio a metà tra un luogo conviviale, di dialogo e un angolo di supermercato. Gli arredi funzionali al consumo di bevande ottenute dalla spremitura manuale di agrumi, le vetrine refrigerate, che normalmente contengono prodotti in vendita nella grande distribuzione, in questo caso servivano a conservare quella parte dei frutti che normalmente scartiamo come rifiuto.
Nelle sue opere, sculture, installazioni e video, Michel Blazy utilizza materie alimentari naturali, industriali e altri materiali organici ma il vero artefice delle sue opere è il tempo. In una mostra personale, Post Patman, Palais de Tokyo, Parigi, 2007, ha esposto torri di bucce d'arancia, pareti dipinte con puré di vegetali e oggetti irriconoscibili, ricoperti di ciuffi d’erba. La dialettica fra distruzione e creazione è il cuore di questi esperimenti; la vita dell'opera d'arte trascorre nel rapporto che essa ha con lo spettatore e dipende interamente dai fenomeni della dissoluzione, della putrefazione e del mutamento strutturale che avvengono con il trascorrere del tempo.

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Workshop_02/Jun Takita
Look for green

11 novembre

Il workshop Look for Green, condotto da Jun Takita, ha dato modo ai partecipanti di entrare in stretto contatto con le modalità operative dell’artista, con particolare riferimento alla sua opera Conversion de l’énergie, basata sul tema dell’evoluzione biologica determinata dall’irradiamento solare. Interessato a indagare la struttura della luce e i suoi recettori, Takita ripropone in sede di laboratorio la messinscena della fotosintesi, fenomeno della  conversione d’energia per eccellenza.

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Workshop_01/Andrea Caretto/Raffaella Spagna
Colonizzazione_01 - azione collettiva di vita e lavoro in uno spazio interstiziale

16, 17 dicembre

L’intero seminario ha indagato l’area-cantiere del PAV in via Giordano Bruno, superficie ricoperta da macerie e rifiuti e popolata da rigogliose piante cosiddette pioniere. Questo lembo di suolo cittadino, lo stesso sul quale sorgevano le ex officine Framtek, ha permesso una riflessione sulla stratificazione della costruzione della città, segni e testimonianze che, tra cumuli di blocchi di asfalto, residui di superfici calpestate, ma anche sedimenti che raccontavano dell’antico mare mesozoico, hanno fornito, mescolate in unico impasto, una rilettura dei tempi umani e geologici.

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