
Workshop_32/Segni d'incontro
Workshop_31/PAV(id)illion. Installazione/rifugio per artisti in residenza
Workshop_30/Il fascino immobilizzante del potere e lo sguardo indiretto
Workshop_29/La fabbrica dei colori
Workshop_28/Brutti ma buoni
Workshop_27/Metodo New Alliance
Workshop_26/Noi come animali
Workshop_25/Methodology of Squandering
Workshop_24/Art The Sound of Science25 Febbraio
La sonificazione è la traduzione in suono delle informazioni. La musica permette di rappresentare dati complessi in modo molto più efficace di migliaia di numeri inseriti in un foglio di calcolo. Attraverso l’udito è possibile percepire similitudini, differenze e stonature creando una visione d’insieme capace di stuzzicare l’immaginazione, fino a elaborare nuove analisi ed interpretazioni dove la serendipità e l’ingenuità riacquisiscano il proprio ruolo nella scienza. Sotto la conduzione di Riccardo Castagna, Valentina Margaria e Stefano Cagliero, è stato sviluppato un progetto di sonificazione, dalla acquisizione dei dati alla elaborazione del metodo di traduzione in musica; oggetto dell'osservazione sono state le piante portate da ognuno dei partecipanti.
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Workshop_23/CAE/Critical Art Ensemble
NEW ALLIANCE
3, 4, 5, 6 Novembre
Workshop_22/Eduardo Kac
Workshop_21/Piero Gilardi
Workshop _20/Evgen Bavcar
Il mio specchio: percezione non normativa
29, 30 aprile
Il lavoro fotografico di Bavcar è stato il centro di una serie di iniziative pubbliche articolate su un programma di appuntamenti rivolti a diversi pubblici. A cominciare dall’atteso Workshop_20/Il mio specchio: percezione non normativa dove, attraverso le modalità operative dell’artista - cieco dall’età di dodici anni - il gruppo di lavoro (vedenti e non) ha potuto riflettere sulla percezione di sé e del mondo attraverso la pratica del ritratto e dell’autoritratto in una relazione dinamica con l’Altro. Il workshop, articolato in attività pratiche - shot fotografici in laboratorio e tra la folla dell’8 Gallery - e momenti di riflessione corale e condivisione dell’esperienza, ha potuto svelare quei meccanismi di creazione delle immagini che, intrecciando mondo immaginario e narrazione, vanno oltre la priorità della visione oculocentrista.
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Workshop _19/Marta De Menezes
Coltivare cultura
5 febbraio
Marta de Menezes ha condotto al PAV Coltivare Cultura, workshop alla scoperta del territorio della materia organica, per molti nuovo e a tratti perturbante, che costituisce e fonda il corpo. L’artista portoghese che esplora l'interazione fra arte e biologia, e che attua la sua pratica artistica in stretta collaborazione con laboratori di ricerca, propone la materia vivente dei funghi e batteri come medium estetico della trasformazione attraverso il colore.
In collaborazione con la Fondazione per le biotecnologie di Torino
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Workshop_18/Enrica Borghi
Recycling project
11 dicembre
Esplorare un mare d’erba su scialuppe di riciclaggio
Si è svolta sotto la guida dell’artista la costruzione di un percorso inedito attraverso il parco affidando i passi del pubblico a pedane calpestabili nate dal riuso di materiali di scarto.
Bottiglie di plastica, buste della spesa, contenitori in tetrapack e tutti quegli imballaggi onnipresenti all’acquisto e subito cestinati sono rinati a nuova vita, reinventati poeticamente attraverso un cambio di prospettiva e pensiero.
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Workshop_17/Andreas Gedin
Taking Over
23 ottobre
Taking over è un’azione di scrittura collettiva svolta attraverso il medium vegetale: seimila bulbi di muscari armeniacum bianco.
Sulla collina, rasata per l’occasione in modo da offrirsi come un foglio bianco su cui scrivere, si è scavato nel terreno, ritagliando, come in una scultura rovesciata, la forma della “T”, della “A” e così via, fino a completare il breve statement di dieci lettere in grandi dimensioni: taking over. Dall’inglese “prendere in carico”, “prendere possesso”, “subentrare”, “mutare”: il significato di questo messaggio enigmatico e aperto, compilato in inglese, sarà svelato, col tempo, dal lavorio segreto della terra e della natura in trasformazione. Andreas Gedin, artista presentato da Lorenzo Taiuti, tornerà al PAV nella stagione nuovamente mite del 2011 per celebrare con una festa la fioritura dei bulbi bianchi e l’emersione dell’installazione ambientale.
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Workshop_16/Brandon Ballengée
PAV Eco-Action
3 luglio
Attività di ricognizione sul campo (field trip) con l’artista americano Brandon Ballengée che ha condotto il gruppo nelle campagne periferiche della città di Torino alla ricerca di anfibi e insetti.
Il progetto ecologico tra arte e biologia è volto all’osservazione, al campionamento e alla documentazione delle malformazioni che spesso interessano - nei vari stadi del loro sviluppo - le rane e altre specie anfibie. Tali azioni, denominate Eco-Action, mirano a coinvolgere il pubblico in una discussione sulle urgenze ambientali e si traducono negli esiti finali in fotografie, video e campioni biologici raccolti. Ballengée, a partire dal 2006, propone queste ricognizioni a gruppi di giovani artisti e studenti di svariate parti del mondo: dagli Stati Uniti al Canada all’Inghilterra, e ora in Italia.
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Workshop_15/Laura Cantarella, Gianluca Cosmacini
Planetary Alternative Vision
12, 26 giugno
Si è proposta ai partecipanti una indagine visiva che ha preso forma attraverso la tecnica del collage, metodo di rappresentazione per definizione ibrido e democratico, strumento di visione, in grado di mettere in relazione mondi diversi. A partire da immagini fotografiche satellitari zenitali e mappe storiche dell’area i partecipanti hanno rappresentato liberamente la propria visione di giardino in relazione allo spazio specifico del PAV, attraverso un viaggio (virtuale) nello spazio e nel tempo a diverse scale.
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Workshop_14/Gilles Clément
Friches di resistenza urbana
28, 29 maggio
In occasione del workshop Friches di Resistenza Urbana, preceduto da una tavola rotonda introduttiva presso l’Accademia Albertina, Gilles Clément ha voluto iniziare con un’esplorazione del l'ex stadio Filadelfia di Torino. A distanza di dodici anni dalla demolizione dello stadio, oggi sono presenti i ruderi di un frammento di spalti e le rampe delle gradinate. Sul fondo, verso via Tunisi, è cresciuto un bosco di molteplici specie arboree, anche da frutto, in mezzo al quale vive, in ripari ordinati simili a villaggi in miniatura, una colonia di gatti.
Gli intensi giorni di lavoro condotti dal “giardiniere” Clément sono stati giorni di conoscenza, di esplorazione, dialogo, analisi e ipotesi progettuali basate sulla porzione di territorio residuale del Filadelfia, ancora luogo pubblico perché salvaguardato, reso attivo e difeso dai cittadini.
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Workshop_13/Emmanuel Louisgrand
Disegnare il giardino
26, 27 marzo
Nell’ampia superficie del parco in continua evoluzione, il progetto espositivo Village Green – progress vede svettare la Folie du PAV di Emmanuel Louisgrand, struttura a torre e osservatorio sul paesaggio circostante. Proprio a partire dalle passerelle di legno che circoscrivono la Folie si è lavorato sul particolare punto di vista che trasforma l’esperienza del viaggiatore in quella di autore, raccoglitore di segni e memorie di viaggio.
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Workshop_12/Piero Gilardi
Progettare con il vivente
26, 27 febbraio
Ogni essere vivente nasce, vive, si riproduce e muore attraverso l’interazione tra il proprio codice genetico d’origine e tutti i complessi eventi ambientali dai quali è circondato.
Nel progettare con il vivente occorre quindi tener presente questo legame di interdipendenza che agisce nella vita di tutti gli organismi, cogliendone gli aspetti sistemici e le interrelazioni.
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Workshop_11/Ennio Bertrand
La scatola di Giotto
28 novembre
L'artista ha condotto i partecipanti in un lavoro bioattivo per la produzione della luce attraverso l'impiego di liquidi naturali estratti dai frutti. Vera luce elettrica, ma senza pile o collegamenti a una presa, la cui produzione avviene grazie a una reazione elettrochimica tra liquidi naturali e metalli che generano una debolissima corrente elettrica. Questa viene immagazzinata in un apposito circuito elettronico sino alla sua saturazione quando si produce un lampo luminoso all’interno del LED. Il ciclo, così avviato, può continuare, di bagliore in bagliore, dando vita a un incubatoio per far germinare fiori di energia elettrica. Fiori digitali che trasformano l'energia del sole, accumulata nel frutto durante la sua maturazione, in nuova luce.
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Workshop_10/Lara Almarcegui
SCAVO, esplorazione di un sito: macerie, rovine industriali, terra e pietre
23, 24 ottobre
Attività collettiva di ricerca all’interno di SCAVO, opera site specific dell’artista spagnola Lara Almarcegui. Il laboratorio, con la conduzione dell’autrice e con il supporto scientifico del geologo Massimiliano Pautasso che ha seguito le operazioni di escavazione dei circa 20 metri cubi estratti, ha permesso di lavorare sullo studio dei ritrovamenti, delle mappe e dei documenti storici riguardanti l’area ex industriale, ora sede del PAV. Attraverso la raccolta dei reperti e l’osservazione del terreno è stato possibile capire ciò che accade nel sottosuolo, vederne la storia.
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Workshop_09/Filippo Leonardi
Idee pericolose
24, 25, 26 settembre
Assegnare una funzione paradossale ad oggetti naturali o artificiali, purché sconosciuti, trovati in un luogo altrettanto sconosciuto. Relazionarsi, attraverso una certa casualità, con lo spazio, con il contesto: con la storia del luogo, la sua struttura, la sua luce, i suoi odori, la gente che lo attraversa, le sensazioni che questo suscita. Tutte idee pericolose.
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Workshop_08/Michel Blazy
Natale in agosto/Please feed the animals
1 agosto
Attraverso il laboratorio con il pubblico, l’azione collettiva intorno all’installazione Noël en Août giunta alla fase di trasformazione dei pomodori coltivati, è stata completata con la preparazione e il consumo comunitario dei frutti raccolti.
Al termine dell’attività Michel Blazy ha condotto i partecipanti nella performance “Please feed the animals”. Diversi tipi di frutta sono diventati ingredienti per profumate costruzioni con le quali hanno interagito e di cui si sono cibati gli insetti e gli animali del parco.
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Workshop_07/Sophie Usunier
Imbalsamatori del corpo sociale
13, 14 giugno
“…con Les Empaillés riprendo il senso letterale di impagliare: “imbottire”. Impagliare coincide semplicemente con una modalità di conservazione e, in questo caso, impagliare utilizzando dei vestiti significa procedere esattamente come un tempo si faceva con la pelle degli animali”. Così Sophie Usunier descrive l’installazione che, attraverso il workshop, ha realizzato presso lo spazio laboratorio del PAV. A ciascun partecipante, attore con l’artista della realizzazione dell’installazione, è stato chiesto di portare con sé un capo dismesso di abbigliamento, testimone di presenza e storia intima. Gli abiti dei partecipanti, insieme a quelli dei cittadini, provenienti dalla campagna di raccolta differenziata dell’AMIAT, hanno costituito la “pelle” delle sculture visibili e abitabili da tutto il pubblico durante l’esposizione della mostra GREENHOUSE (Summer).
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Workshop_06/Michel Blazy
Le jour de Yule
27 marzo
Nell’ambito del work in progress di “Noël en août”, il lavoro di Michel Blazy che prevedeva la messa a dimora nel PAV di cento alberi di Natale al termine del loro ciclo vitale - futuro supporto per la crescita di piantine di fagioli bianchi, l’artista francese ha condotto il laboratorio Le jour de Yule. Il titolo del workshop riporta al primo millennio avanti Cristo dove, nel periodo corrispondente al solstizio d’inverno - festeggiato già dagli antichi Romani coi Saturnalia, e che segna tuttora l’avvicinarsi della bella stagione, le popolazioni del centro Europa celebravano la festa di Yule. I popoli arcaici, infatti, erano soliti riunirsi intorno ad un albero che, reduce dall’inverno, si presentava arido e spoglio e veniva adornato di oggetti spesso colorati in segno propiziatorio auspicando la primavera.
Durante la giornata di laboratorio e di attività all’aperto, Michel Blazy ha proposto quindi, attraverso una breve introduzione, una rivisitazione della festa di Yule, momento seguito dalla semina delle piante di pomodori ai piedi degli abeti. Nel pomeriggio, condotto da Piero Gilardi, si è svolto un momento di incontro e di presentazione del lavoro dell’artista con la proiezione di un video inedito.
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Workshop_05/Andrea Caretto/Raffaella Spagna
Ground_level
19, 20, 21 marzo
GROUND_level è il titolo del workshop condotto da Andrea Caretto e Raffaella Spagna, artisti coinvolti in VILLAGE GREEN, il progetto del PAV ideato da Nicolas Bourriaud nell’ambito dell’Art Program 2009 diretto da Piero Gilardi.
Nelle giornate di workshop gli artisti hanno guidato i partecipanti in un percorso teorico-pratico sul tema della “trasformazione della materia” a partire da una riflessione sull’elemento Suolo, ambiente di relazioni per eccellenza, interfaccia tra litosfera, biosfera, idrosfera e atmosfera, luogo di innumerevoli scambi di materia ed energia.
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Workshop_04/Dario Neira
From genesis to revelation
26, 27, 28 febbraio
From genesis to revelation è il titolo del workshop condotto da Dario Neira, l’autore di due installazioni, di cui una site specific, presenti nella mostra GREENHOUSE (Winter) presso il PAV, la collettiva che ha visto anche la partecipazione di Giuliana Cunéaz e Filippo Leonardi.
Nelle giornate di workshop l’artista ha approfondito le tematiche legate al vivente nei suoi attuali binomi corpo/strumento, ritratto/identità, codice/messaggio. Il corpo umano, e in particolare la sua pelle, sono stati esplorati in relazione al mezzo tecnologico, qui utilizzato come strumento di analisi scientifica, ma anche di conoscenza percettiva ed emotiva.
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Workshop_03/Michel Blazy
Self-bar
5, 6, 7 giugno
Self Bar è stato uno spazio a metà tra un luogo conviviale, di dialogo e un angolo di supermercato. Gli arredi funzionali al consumo di bevande ottenute dalla spremitura manuale di agrumi, le vetrine refrigerate, che normalmente contengono prodotti in vendita nella grande distribuzione, in questo caso servivano a conservare quella parte dei frutti che normalmente scartiamo come rifiuto.
Nelle sue opere, sculture, installazioni e video, Michel Blazy utilizza materie alimentari naturali, industriali e altri materiali organici ma il vero artefice delle sue opere è il tempo. In una mostra personale, Post Patman, Palais de Tokyo, Parigi, 2007, ha esposto torri di bucce d'arancia, pareti dipinte con puré di vegetali e oggetti irriconoscibili, ricoperti di ciuffi d’erba. La dialettica fra distruzione e creazione è il cuore di questi esperimenti; la vita dell'opera d'arte trascorre nel rapporto che essa ha con lo spettatore e dipende interamente dai fenomeni della dissoluzione, della putrefazione e del mutamento strutturale che avvengono con il trascorrere del tempo.
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Workshop_02/Jun Takita
Look for green
11 novembre
Il workshop Look for Green, condotto da Jun Takita, ha dato modo ai partecipanti di entrare in stretto contatto con le modalità operative dell’artista, con particolare riferimento alla sua opera Conversion de l’énergie, basata sul tema dell’evoluzione biologica determinata dall’irradiamento solare. Interessato a indagare la struttura della luce e i suoi recettori, Takita ripropone in sede di laboratorio la messinscena della fotosintesi, fenomeno della conversione d’energia per eccellenza.
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Workshop_01/Andrea Caretto/Raffaella Spagna
Colonizzazione_01 - azione collettiva di vita e lavoro in uno spazio interstiziale
16, 17 dicembre
L’intero seminario ha indagato l’area-cantiere del PAV in via Giordano Bruno, superficie ricoperta da macerie e rifiuti e popolata da rigogliose piante cosiddette pioniere. Questo lembo di suolo cittadino, lo stesso sul quale sorgevano le ex officine Framtek, ha permesso una riflessione sulla stratificazione della costruzione della città, segni e testimonianze che, tra cumuli di blocchi di asfalto, residui di superfici calpestate, ma anche sedimenti che raccontavano dell’antico mare mesozoico, hanno fornito, mescolate in unico impasto, una rilettura dei tempi umani e geologici.
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